Lucio Fontana — The Final Cut
ott
8
7:30 PM19:30

Lucio Fontana — The Final Cut

arte e dintorni

Lucio Fontana — The Final Cut
Italia, 2026, 90’, italiano

regia / direction: Andrea Bettinetti
fotografia / photography: Federico Teoldi
montaggio / editing: Walter Marocchi
musica / music: Eraldo Bernocchi, Hoshiko Yamane
suono / sound: Massimo Pozzoli, Alessio Fornasiero
produzione / production: Good Day Films, Nexo Digital
produttore / producer Michele Bongiorno
distribuzione / distribution Nexo Digital


Un viaggio nell’universo di Lucio Fontana, grande maestro dell’arte del Novecento, che ha rivoluzionato il rapporto tra spazio, materia e gesto creativo. Attraverso materiali d’archivio, molti dei quali inediti, opere provenienti da importanti musei e collezioni e preziose testimonianze, il film ripercorre le vicende biografiche e la ricerca dell’artista nei luoghi più significativi della sua vita. Partendo dallo studio di Comabbio, passando alla Milano del dopoguerra, dalle strade di Rosario in Argentina, dove l’artista è nato nel 1899, alla Scuola di Belle Arti di Buenos Aires dove ha insegnato negli anni Quaranta, fino ai maggiori musei italiani e del Nord Europa. Dalle sculture, alle ceramiche, agli interventi architettonici, dagli Ambienti ai celebri Buchi e Tagli, fino ai suoi manifesti teorici, emerge un ritratto inedito di questo artista visionario.

This film is a journey into the world of Lucio Fontana, a master of 20th-century art who revolutionized the relationship between space, matter and the creative act. Through previously unseen archival footage, works from major museums and collections, and testimonies, the film traces the artist’s life story and creative journey through the most significant places in his life. Beginning with his studio in Comabbio, the film moves on to postwar Milan, the streets of Rosario, Argentina, where the artist was born in 1899, the School of Fine Arts in Buenos Aires, where he taught in the 1940s, and finally to the major museums of Italy and Northern Europe. From sculptures to ceramics, architectural interventions, the Ambienti series, the famous Buchi and Tagli, and his theoretical manifestos, a previously unseen insight into this visionary artist emerges.


Laureato in Architettura, nel corso della sua carriera Andrea Bettinetti ha realizzato numerosi documentari per i principali canali televisivi italiani e per emittenti internazionali, dedicandosi in particolare all’arte e alla cultura contemporanea.Tra i suoi docufilm: Piero Manzoni, artista (2013), Swinging Roma (2015), Fabio Mauri, ritratto a luce solida (2017), Cy Dear (2018), Arte povera. Appunti per la storia (2023).I suoi lavori sono stati presentati in festival e rassegne internazionali e proiettati in prestigiosi musei italiani e stranieri. Dal 2010 insegna allo IED – Istituto Europeo di Design di Milano.


crediti fotografici:
© Ugo Mulas
Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, 1964, idropittura e tagli su tela, 72 x 93 cm. Collezione privata © Fondazione Lucio Fontana, Milano by SIAE 2026

Visualizza Evento →
The Double Life of Hilma af Klint
ott
9
4:00 PM16:00

The Double Life of Hilma af Klint

arte e dintorni

The Double Life of Hilma af Klint
Francia, 2026, 52’, francese, tedesco, svedese

regia / direction: Manuelle Blanc
fotografia / photography: Julien Pamart
montaggio / editing: Philippe Baillon
musica / music: Stéphanie Blanc, Jérôme Levatois
suono / sound: Ivan Gariel
archive researcher: Amélie Sourice
graphic designer: Amélie Vappereau
produzione / production: Folamour – ARTE France


Diversi anni prima di Kandinsky e Mondrian, l’artista svedese Hilma af Klint (1862–1944) dipinse le prime tele astratte della storia dell’arte, ma volle che le sue opere fossero rivelate non prima di 20 anni dopo la sua morte. Solo nel 1986 il pubblico scoprì i suoi grandi dipinti enigmatici, dai colori potenti e contrassegnati da una radicale modernità e da una profonda spiritualità. Il film – girato in occasione della sua prima retrospettiva al Grand Palais di Parigi nella primavera del 2026 – inserisce l’opera di Hilma af Klint nel suo contesto storico a cavallo del XX secolo, un’epoca segnata da scoperte scientifiche e tecnologiche e dall’emergere di movimenti esoterici senza precedenti, elementi che hanno fortemente influenzato la sua arte. Sul piano personale la sua esistenza era sospesa tra l’austerità luterana e passioni femminili vissute in segreto, affiancando una vita quasi clandestina guidata dalla ricerca spirituale e dalle visioni interiori.

Several years before Kandinsky and Mondrian, Swedish artist Hilma af Klint (1862–1944) painted the first abstract canvases in the history of art, but chose to have her works revealed only forty years after her death. It was not until 1986 that the public discovered her large, enigmatic paintings, marked by powerful colors, radical modernity and profound spirituality. The film, shot on the occasion of the first retrospective devoted to the artist at the Grand Palais in Paris, places Hilma af Klint’s work within its historical context at the turn of the 20th century, an era marked by scientific and technological discoveries and the emergence of unprecedented esoteric movements, all of which had a profound influence on her art. On a personal level, her life was caught between Lutheran austerity and secret feminine passions, alongside an almost clandestine existence guided by spiritual quest and inner visions.


Manuelle Blanc è una regista documentarista. Indaga la creazione artistica attraverso una prospettiva politica. Dopo una formazione in scienze politiche, affronta nei suoi film i temi del potere, della memoria. Ha raccontato la Polonia di Krzysztof Warlikowski, il Sudafrica della Handspring Puppet Company e di William Kentridge, e la stagione dell’attivismo di Act Up-Paris nella lotta contro l’AIDS e l’omofobia. Ha inoltre dedicato un film all’impegno politico di Pablo Picasso. Attenta al ruolo delle donne nella storia dell’arte, ha realizzato documentari su pittrici e fotografe.


crediti fotografici:
The Hilma af Klint Foundation
Folamour – ARTE France – 2026

Visualizza Evento →
Tenga duro signorina! Isabella Ducrot Unlimited
ott
9
5:10 PM17:10

Tenga duro signorina! Isabella Ducrot Unlimited

arte e dintorni

Tenga duro signorina! Isabella Ducrot Unlimited
Italia, 2024, 89’, italiano, inglese

regia / direction: Monica Stambrini
fotografia / photography: Monica Stambrini
montaggio / editing: Paola Freddi, Elsa De Falco Bonomi
musica / music: Elisa Abela
suono / sound: Riccardo Spagnol
produzione / production: Eolo Film Productions
distribuzione / distribution: Lucky Red


Isabella Ducrot, al secolo Antonia Mosca, classe 1931, ha origini napoletane ed è una pittrice autodidatta, libera e fuori dagli schemi. Quando ha iniziato a dedicarsi all’arte, a 55 anni, nutrendosi delle suggestioni visive tratte dalle culture orientali che ha incontrato nel corso dei suoi numerosi viaggi, nessuno, tantomeno lei, poteva immaginare che oggi, novantenne, sarebbe diventata un’artista contesa dalle maggiori gallerie di tutto il mondo. La seguiamo per due anni, tra successi internazionali e rivelazioni private, leggendo in controluce, dietro al suo raccontarsi, il ritratto di una donna che ha attraversato il Novecento, per rivelarci infine che «la vita felice comincia a 60 anni!».

Isabella Ducrot, née Antonia Mosca, born in 1931, is of Neapolitan origin and is a free and unconventional self-taught painter. When she began dedicating herself to art at the age of 55, nurturing herself with visual suggestions drawn from the Eastern cultures she encountered during her numerous travels, no one, least of all her, could have imagined that today, in her nineties, she would become an artist sought after by major galleries all over the world. We follow her for two years, amidst international successe and private revelations, reading against the light behind her self-narration, the portrait of a woman who has lived through the twentieth century, ultimately revealing to us that "the happy life begins at 60!".


Monica L. Stambrini (USA, 1970), si laurea alla Scuola Civica di Milano e dirige vari cortometraggi, documentari per RaiSatArt e videoclip. Il suo cortometraggio Sshhh… ottiene il premio nel 1998 come miglior film al Torino Film Festival. Nel 2002 realizza il lungometraggio Benzina tratto dall’omonimo romanzo di Elena Stancanelli poi distribuito in molti paesi. Nel 2007 dirige il film tv Terapia D’Urto per la serie Crimini di RAI2. Nel 2012 con il documentario Sedia Elettrica – il making of del film Io & Te di B. Bertolucci partecipa ai Festival di Venezia e di Rotterdam. Nel 2014 fonda Le Ragazze del Porno – un progetto collettivo di film espliciti d’autore di registe italiane, per cui ha realizzato nel 2016 un cortometraggio vincitore di numerosi premi. Ha diretto e prodotto ISVN – Io sono Valentina Nappi (2018); e il documentario autobiografico Chutzpah, qualcosa sul pudore. Ha vinto il premio speciale della giuria del Queens World Film Festival 2024. Tenga duro signorina! Isabella Ducrot Unlimited è stato presentato in anteprima mondiale alle Giornate degli Autori, Festival di Venezia 2024.


Visualizza Evento →
Elisabetta Di Maggio. Leaves of me
ott
9
7:00 PM19:00

Elisabetta Di Maggio. Leaves of me

arte e dintorni

Elisabetta Di Maggio. Leaves of me
Italia, 2026, 40’, italiano

ANTEPRIMA MONDIALE

regia / direction: Alessandra Galletta
fotografia / photography: Andrea Giannone
montaggio / editing: Andrea Giannone
suono / sound: Andrea Giannone
produzione / production: LaGalla23 Productions


Un viaggio nella materia fragile e tenace dell’opera di Elisabetta Di Maggio. Nata a Milano nel 1964, l’artista vive e lavora a Venezia e da molti anni indaga le reti che attraversano i sistemi viventi: trame cellulari, circuiti, mappe, membrane, griglie, ramificazioni e traiettorie. Con un bisturi chirurgico, incide carta velina, sapone di Marsiglia, foglie, porcellana, vetro, intonaco. L’intaglio diventa così gesto di precisione e di cura. Girato tra lo studio veneziano e la GAM, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il film attraversa opere storiche e lavori recenti, osservando strumenti, procedure e intenzioni, e mostra una pratica solitaria nel momento in cui prende forma.

A journey into the fragile yet tenacious materiality of Elisabetta Di Maggio’s work. Born in Milan in 1964, the artist lives and works in Venice and has for many years been exploring the networks that permeate living systems: cellular structures, circuits, maps, membranes, grids, branches, and trajectories. Using a surgical scalpel, she carves tissue paper, Marseille soap, leaves, porcelain, glass, and plaster. The act of carving thus becomes a gesture of precision and care. Filmed between her Venetian studio and the GAM, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea in Turin, the film explores both historical and recent works, examining the tools, procedures, and intentions, while revealing her solitary practice at the moment it is taking shape.


Alessandra Galletta è autrice, regista e produttrice di documentari culturali dedicati all’arte contemporanea, all’architettura e al design. Curatrice e critica d’arte, dal 1994 è autrice di programmi e documentari culturali per le principali reti italiane; nel 2015 fonda LaGalla23 Productions, casa di produzione indipendente con sede a Milano. Tra le sue principali produzioni: Skyline - Architetti per Milano (2015), Ossessione Vezzoli (2016), Televezzoli (2017), Ettore Spalletti (2017-2019), Broken Nature (2019), Palazzo Luce (2019-2021), Genio e Sregolatezza (2020), Venezia 79 (2022), sulla 79ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.


crediti fotografici:
© Andrea Giannone per LaGalla23 productions, Milano

Visualizza Evento →
Anna and the Infinite Line — The Forgotten Her Story
ott
9
8:00 PM20:00

Anna and the Infinite Line — The Forgotten Her Story

arte e dintorni

Anna and the Infinite Line — The Forgotten Her Story
Svizzera, 2026, 60’, portoghese, inglese, italiano

ANTEPRIMA MONDIALE

regia / direction: Clara Peltier
fotografia / photography: Lula Cerri
montaggio / editing: Marilia Moraes
musica / music: Bernardo Uzeda
suono / sound: Bernardo Uzeda
produzione / production: The Forgotten Her Story


Anna Maria Maiolino è nata a Scalea nel 1942 ed è emigrata in Venezuela da bambina per poi trasferirsi in Brasile dove tutt'ora vive. Il film è un ritratto intimo del suo percorso artistico, sviluppatosi nell’arco di 60 anni e profondamente legato alla sua esperienza di donna immigrata. Attraverso la scultura, il disegno, la poesia, il cinema e la performance, Maiolino esplora temi come la memoria e il corpo. Il riconoscimento della sua opera non è stato immediato, agli esordi, la critica aveva liquidato il suo lavoro definendolo “ovvio”, ma l’artista ha trasformato proprio questa presunta semplicità in un linguaggio originale, radicale e di resistenza. Nel 2024 la Biennale di Venezia le ha conferito il Leone d’oro alla carriera.

Anna Maria Maiolino was born in Scalea, Italy, in 1942 and emigrated to Venezuela as a child, before moving to Brazil, where she still lives today. The film is an intimate portrait of her artistic journey, which has unfolded over six decades and is deeply connected to her experience as an immigrant woman. Through sculpture, drawing, poetry, film and performance, Maiolino explores themes such as memory and the body. Recognition of her work did not come immediately. At the beginning of her career, critics dismissed her work as “obvious”, but the artist transformed this very supposed simplicity into an original, radical language of resistance. In 2024, the Venice Biennale awarded her the Golden Lion for Lifetime Achievement.


Clara Peltier è una regista, sceneggiatrice e produttrice brasiliana. Ha studiato giornalismo e cinema alla PUC-Rio e regia alla New York University. I suoi film esplorano la sfera interiore delle donne attraverso narrazioni intime e poetiche. Il suo documentario Bird Skin è stato presentato in anteprima all'IDFA e ha ricevuto diversi premi, tra cui il Premio Speciale della Giuria a Documenta Madrid e il premio come Miglior Cortometraggio al Festival Internazionale del Cinema di Rio. Ha fondato Eterna Filmes, una società di produzione con sede a Rio de Janeiro focalizzata su storie di donne contemporanee.


crediti fotografici:
Giovanna Aguiar
Bruna Bento

Visualizza Evento →
Klash! L’art en acte. Olafur Eliasson, Klaus Littmann, Gianni Motti, Vanessa Beecroft
ott
9
9:20 PM21:20

Klash! L’art en acte. Olafur Eliasson, Klaus Littmann, Gianni Motti, Vanessa Beecroft

arte e dintorni

Klash! L’art en acte
Olafur Eliasson, Klaus Littmann, Gianni Motti, Vanessa Beecroft
Francia, 2022, 12’, italiano

regia / direction: Frank Perrin
motion design: Guilherme Hoffmann
musica / music: Xavier Roux
concept, editorial and artistic direction: Frank Perrin
creative direction and editorial commmittee: Frank Perrin, Gilles Coudert, François Combin
produzione / production: ARTE France, a.p.r.e.s Production, Urubu Films, Manifeste!
In partnership with the National Center for Visual Arts (Ministry of Culture) and with the support of CNC (National Center for Cinema and the Moving Image)


Brevi episodi di tre minuti raccontano azioni artistiche radicali e provocatorie che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea e lasciato un’impronta sulla società e sulla politica. Nel novembre 2015 Olafur Eliasson trasporta 12 enormi blocchi di iceberg dalla Groenlandia fino a Parigi, in occasione dei negoziati internazionali della COP21 sull’ambiente. Klaus Littmann trasforma uno stadio di calcio in una vasta foresta e ci pone di fronte a un’emergenza ambientale. Al torneo di tennis Roland-Garros del 2004, Gianni Motti assiste alla partita con la testa coperta da un sacchetto di plastica e richiama l'attenzione dei media di tutto il mondo sul brutale interventismo americano, denunciando la tortura con il massimo fair play. Nel luglio 2001, a Genova, nel Palazzo Ducale, Vanessa Beecroft invita i migranti a risiedere nel palazzo come monarchi e mostra la nudità come dispositivo collettivo di resistenza.

Short, three-minute episodes recount radical and provocative artistic actions that have shaped the history of contemporary art and left their mark on society and politics. In November 2015, Olafur Eliasson transports 12 enormous iceberg blocks from Greenland to Paris for the COP21 international climate negotiations. Klaus Littmann transforms a soccer stadium into a vast forest, confronting us with an environmental emergency. At the 2004 Roland-Garros tennis tournament, Gianni Motti watches the match with his head covered by a plastic bag, drawing the attention of media outlets worldwide to brutal American interventionism and denouncing torture with the utmost fair play. In July 2001, at Genoa’s Palazzo Ducale, Vanessa Beecroft invited migrants to reside in the palace as monarchs and presented nudity as a collective act of resistance.


Frank Perrin è un esperto di arte contemporanea, critico d’arte, curatore, fondatore delle riviste d’arte contemporanea Blocnotes e Crash; docente di teoria dell’arte, membro di numerose giurie e autore di numerosi cataloghi e libri d’arte. È responsabile del concept e della direzione editoriale e artistica del programma Klash, art in action. Insieme a Gilles Coudert e François Combin, cura la direzione creativa e il comitato editoriale della serie.


Visualizza Evento →
Piero Manzoni — Domani chi sa
ott
9
9:40 PM21:40

Piero Manzoni — Domani chi sa

arte e dintorni

Piero Manzoni — Domani chi sa
Italia, 2026, 24’, italiano, inglese

regia / direction: Alberto Sansone
sceneggiatura / screenwriting: Mattia Melzi
fotografia / photography: Mirko Ciabatti
montaggio / editing: Alberto Sansone
musica / music: Martino Vercesi 
suono / sound design: Giacomo Cella
produzione / production: NOTTE s.r.l


Il film racconta Piero Manzoni coniugando rigore storico e fiction. In meno di 25 minuti, la narrazione restituisce la portata rivoluzionaria della ricerca artistica di Manzoni e mostra la dimensione umana che si cela dietro l'artista, rendendo la sua opera più vicina e coinvolgente per il pubblico. Dal dialogo tra memoria e rappresentazione prendono forma alcune delle azioni più iconiche di Manzoni: dalla celebre performance delle uova nella galleria Azimuth, alla storica firma dei corpi a Copenaghen, dalle celebri Linee, fino agli Achrome. Il racconto culmina negli ultimi istanti di vita di Manzoni attraversando gli eventi della sua ultima notte.

The film tells the story of Piero Manzoni, combining historical rigour with fiction. In less than 25 minutes, the narrative conveys the revolutionary scope of Manzoni’s artistic research while revealing the human dimension behind the artist, making his work more accessible and engaging. From the dialogue between memory and representation emerge some of Manzoni’s most iconic actions: the celebrated egg performance at the Azimuth Gallery, the historic signing of bodies in Copenhagen, the famous Lines to the Achromes. The film culminates in the final moments of Manzoni’s life, taking the audience through the events of his last night.


Alberto Sansone, (Milano,1987), approda al mondo dell’audiovisivo dopo studi in ambito teatrale. Frequenta il corso di regia presso la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e, dal 2009, lavora come filmmaker freelance, firmando la regia di commercial, video musicali, documentari, progetti corporate e fiction. Ha collaborato con numerosi artisti della scena musicale. Ha insegnato regia, sceneggiatura, storia del cinema e direzione degli attori. Dal 2024 partecipa al progetto di formazione audiovisiva rivolto ai detenuti in articolo 21, in collaborazione con la cooperativa Atacama360 e il carcere di Bollate. Ha scritto, prodotto e diretto il film indipendente Male non fare paura non avere (2012), ha firmato la regia di Qui ed ora (2014) e del cortometraggio Capofitto (2019). Nel 2023 ha realizzato It’s only Rock Fm but I like it!, dedicato alla storia della radio Rock Fm.


crediti fotografici:
Courtesy NOTTE, photo by Alessandro Mariotti

Visualizza Evento →
Tina: Art, Love, and Revolution
ott
9
10:20 PM22:20

Tina: Art, Love, and Revolution

fotografia

Tina: Art, Love, and Revolution
Canada, 2026, 92’, francese, italiano, spagnolo

ANTEPRIMA EUROPEA

regia / direction: Daniela Mujica
fotografia / photography: Vanessa Abadhir
montaggio / editing: Aline-Sitoé N’Diaye
musica / music: Brian D'Oliveira, Yoel Diaz
suono / sound: Andres Solis
produzione / production: Production Ocho
produttori / producers: Daniela Mujica, Éric Idriss-Kanago


Il film racconta la vita tumultuosa della fotografa Tina Modotti, figura radicalmente moderna e protagonista di una stagione artistica e politica segnata da grandi trasformazioni. Attraverso immagini d’archivio, fotografie e ricostruzioni animate, ripercorriamo la storia di una donna che ha cercato di conciliare la ricerca artistica d’avanguardia con un impegno politico e sociale senza compromessi e che continua a ispirare il presente. Libera e appassionata, Tina ha vissuto amori intensi con artisti e militanti politici, come Edward Weston e Vittorio Vidali. La sua esistenza, segnata da viaggi, passioni, arte e ideali rivoluzionari, diventa oggi uno specchio attraverso cui riflettere sulla libertà delle donne.

The documentary tells the tumultuous life of photographer Tina Modotti, a radically modern figure and a protagonist of an artistic and political era marked by profound transformations. Through archival footage, photographs, and animated reenactments, the film retraces the journey of a woman who sought to reconcile avant-garde artistic research with an uncompromising political and social commitment. Free-spirited and passionate, Tina experienced intense relationships with artists and political activists, such as Edward Weston and Vittorio Vidali, moving between cultural and revolutionary worlds. Her life, marked by travels, passions, art, and ideals, becomes today a mirror through which to question women’s freedom.


Daniela Mujica è una produttrice pluripremiata al TIFF e ai Gémeaux Awards. Nel corso della sua carriera ha lavorato come produttrice di contenuti, creatrice e dirigente di Telefilm Canada, sviluppando competenze nell’accompagnamento artistico e finanziario dei progetti. Nel 2020 ha fondato Productions Ocho e collabora con Yzanakio. Produce e coproduce documentari, serie, lungometraggi e cortometraggi a livello internazionale. Tra le sue produzioni recenti figurano Allah Is Not Obliged, Kanaval, Afro Canada e Trasiego. Nel 2026 debutta alla regia e alla sceneggiatura con Tina: Art, Love, and Revolution.


Visualizza Evento →
Costantino Nivola. Una die de pitzinnia
ott
10
4:00 PM16:00

Costantino Nivola. Una die de pitzinnia

arte e dintorni

Costantino Nivola. Una die de pitzinnia
Italia, 2026, 20’, italiano, sardo, inglese

ANTEPRIMA MONDIALE

regia / direction: Vittoria Soddu
fotografia / photography: Riccardo Locci
montaggio / editing: STUDIOLANDA
musica / music and mix audio: Luigi Frassetto
suono / sound: STUDIOLANDA
produzione / production: Fondazione Sardegna Film Commission per l’Assessorato al Turismo della Regione Autonoma della Sardegna


L'infanzia è il tempo considerato dall’artista Costantino Nivola (1911-1988) come il periodo più sorprendente della vita, nel quale si sviluppano l’immaginazione e la capacità inventiva. Attraverso le voci di familiari e amici, Una die de pitzinnia (una giornata d’infanzia) delinea il ritratto dell’artista e del suo legame con la Sardegna, sua terra natia, diventato ancora più forte durante i cinquant'anni trascorsi a New York, dove ha sempre continuato a disegnare il suo paese, Orani. Il documentario riporta alla luce filmati tratti dall'archivio di famiglia, girati da Nivola nei primi anni ‘50, nel suo giardino di Long Island, e nel primo viaggio di ritorno in Sardegna dopo la guerra. Fra acquerelli, riviste e diapositive custodite al Museo Nivola, entriamo nel suo mondo e ci immergiamo nei paesaggi della sua infanzia.

Childhood is regarded by artist Costantino Nivola (1911–1988) as the most wondrous period of life, when imagination and the capacity for invention take shape. Through the voices of family members and friends, Una die de pitzinnia (a day of childhood) portrays the artist and his deep connection to his homeland Sardinia, a bond that grew even stronger during the fifty years he spent in New York, where he continued to draw his hometown of Orani. The documentary brings to light footage from the family archive, filmed by Nivola in the early 1950s in his Long Island garden and during his first journey back to Sardinia after the war. Through the watercolors, magazines and slides preserved at the Nivola Museum, we enter his world and immerse ourselves in the landscapes of his childhood.


Vittoria Soddu (Sassari, 1986) è un’artista audiovisiva. Ha lavorato alla documentazione di performance e ricerca di matrice antropologica. I suoi film sono stati presentati in numerosi festival e in forma installativa al Museo FRAC di Dunkerque, a Casa degli Artisti a Milano, al Museo MAN di Nuoro e al Museo Nivola di Orani. Il suo documentario Sulle arie, sulle acque, sui luoghi è stato in programma sulla piattaforma TENK e in Fuori Orario su Rai 3. Nel 2022, al Museo MAN di Nuoro, ha realizzato il trittico site-specific Ogni andare è un ritornare ispirato alla figura di Carlo Levi e al suo rapporto con la Sardegna. Nel 2018, insieme a Giorgia Cadeddu, fonda STUDIOLANDA, duo multidisciplinare attivo in Sardegna in progetti che coinvolgono il territorio e le comunità tramite pratiche partecipative e di autonarrazione. L'audiodocumentario Iolanda mi nant de nómini è stato trasmesso su Rai Radio 3 e nominato nella sezione documentari radiofonici al Prix Europa (Potsdam) e al Phonurgia Nova Awards (Parigi). Ogni andare è un ritornare ispirato alla figura di Carlo Levi e al suo rapporto con la Sardegna. Nel 2018, insieme a Giorgia Cadeddu, fonda STUDIOLANDA, duo multidisciplinare attivo in Sardegna in progetti che coinvolgono il territorio e le comunità tramite pratiche partecipative e di autonarrazione. L'audiodocumentario Iolanda mi nant de nómini è stato trasmesso su Rai Radio 3 e nominato nella sezione documentari radiofonici al Prix Europa (Potsdam) e al Phonurgia Nova Awards (Parigi).


Visualizza Evento →
Klash! L’art en acte. Kimsooja, Regina José Galindo, ORLAN, Valie Export
ott
10
4:30 PM16:30

Klash! L’art en acte. Kimsooja, Regina José Galindo, ORLAN, Valie Export

arte e dintorni

Klash! L’art en acte
Kimsooja, Regina José Galindo, ORLAN, Valie Export
Francia, 2022, 12’, italiano

regia / direction: Gilles Coudert, David Liver, Virgile Novarina, Armelle Leturcq
motion design: Guilherme Hoffmann
musica / music: Xavier Roux
concept, editorial and artistic direction: Frank Perrin
creative direction and editorial commmittee: Frank Perrin, Gilles Coudert, François Combin
produzione / production ARTE France, a.p.r.e.s Production, Urubu Films, Manifeste!
In partnership with the National Center for Visual Arts (Ministry of Culture) and with the support of CNC (National Center for Cinema and the Moving Image)


Brevi episodi di tre minuti raccontano azioni provocatorie che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea e lasciato un’impronta sulla società e politica. Kimsooja ripete per 10 anni un’azione: rimane immobile, al centro della strada, tra la folla. Questo gesto, realizzato in 15 metropoli, propone il "non fare" eroico come atto politico. Regina José Galindo rimane ferma mentre un escavatore scava una trincea intorno a lei, per mostrare la fragilità dell’individuo di fronte all’impunità del potere, in memoria delle 200.000 vittime di un’esecuzione di massa. Nel 1977, durante la fiera d’arte di Parigi, ORLAN bacia i partecipanti in cambio di una moneta da 5 franchi. Nel 1969, a Monaco di Baviera, Valie Export realizza l’azione Genital Panic. Armata di una mitragliatrice e indossando pantaloni tagliati all’altezza del cavallo, espone il proprio sesso di fronte agli spettatori sbalorditi.

Three-minute episodes recount provocative actions that have shaped the history of contemporary art and left a lasting mark on society and politics. For ten years, Kimsooja has repeated an action in which she stands motionless in the middle of the street, among the crowd. Performed in 15 cities, this gesture presents heroic “non-doing” as a political act. Regina José Galindo stands still as an excavator digs a trench around her, exposing the fragility of the individual in the face of the impunity of power, in memory of the 200,000 victims of a mass execution. In 1977, during the Paris art fair, ORLAN kissed participants in exchange for a five-franc coin. In 1969, in Munich, Valie Export performed Genital Panic. Armed with a machine gun and wearing trousers cut away at the crotch, she exposed her sex to astonished spectators.


Gilles Coudert è autore, regista e produttore. È direttore delle collezioni di a.p.r.e.s production, da 35 anni realizza film dedicati all’arte, all’architettura e alle tematiche ambientali. Documenta il lavoro di Kimsooja dal 2000.

David Liver è artista e autore franco-italiano di fama internazionale. Ha lavorato in teatro e collabora con il Consiglio d’Europa. È cofondatore dell’Experimental Observatory on Artistic Freedom (OoAF). 

Virgile Novarina è un'artista e ha dedicato la propria ricerca all’esplorazione del sonno: attraverso scritti, disegni, fotografie e film. Ha realizzato diversi documentari su artisti che ammira tra cui Tangible Striptease en annoséquences su ORLAN.

Armelle Leturcq è critica d’arte e direttrice editoriale. Ha fondato, insieme a Frank Perrin, Blocnotes. È caporedattrice della rivista di arte e moda Crash. Ha curato la mostra Nobody Is a Stranger.


Visualizza Evento →
Ai Weiwei's Turandot
ott
10
4:50 PM16:50

Ai Weiwei's Turandot

arte e dintorni

Ai Weiwei's Turandot
Italia, Stati Uniti, 2025, 78’, italiano, inglese

regia / direction: Maxim Derevianko
fotografia / photography: Maxim Derevianko
montaggio / editing: Emanuele Bonomi
musica / music: Marco Guazzone
suono / sound: Federico Cabula, Marco Falloni
produzione / production: Marta Zaccaron, Christine La Monte, Andy Cohen


Il film segue l’artista e attivista cinese Ai Weiwei nel suo debutto alla regia di un’opera lirica, la Turandot, il capolavoro di Giacomo Puccini, al Teatro dell’Opera di Roma. A cento anni dalla morte del compositore, l’opera diventa per l’artista un’occasione per interrogarsi e riflettere su alcune tematiche che affliggono il mondo contemporaneo, come l’abuso di potere, l'autoritarismo, la libertà e i diritti umani. Turandot rivela una sorprendente attualità e un profondo legame con la ricerca artistica e la vicenda personale di Ai Weiwei.

The film follows Chinese artist and activist Ai Weiwei as he makes his operatic directorial debut at the Teatro dell’Opera di Roma with Turandot, Giacomo Puccini’s masterpiece. One hundred years after the composer’s death, the opera becomes an opportunity for the artist to question and reflect on some of the issues affecting the contemporary world, including the abuse of power, authoritarianism, freedom and human rights, central themes that run throughout his artistic practice. Turandot reveals a striking contemporary relevance and a profound connection with Ai Weiwei’s artistic journey and personal experience.


Cresciuto in una famiglia di ballerini d’opera, Maxim Derevianko è autore, regista e produttore di documentari e cortometraggi. Ha diretto la docuserie Ars Erotica per Sky Arte e Cellos & Drums per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Nel 2020 ha realizzato il documentario ORIGEN, dedicato al ritorno sul palcoscenico di importanti artisti europeidopo il lockdown. Nel 2024 ha firmato Le Creature di Prometeo/Le Creature di Capucci. Ha inoltre prodotto e diretto il pluripremiato cortometraggio BodyPieces. Ha realizzato campagne internazionali per brand come Bulgari, Dior e Netflix, collaborando con prestigiosi artisti e interpreti.


crediti fotografici:
Ai Wei Wei ai Laboratori di Scenografia dell'Opera di Roma, ph Yasuko Kageyama
Ai Weiwei al Teatro Nazionale
Turandot, Teatro dell'Opera di Roma, 2022, ph Fabrizio Sansoni

Visualizza Evento →
Yoichi Ohira: Japan in Murano
ott
10
6:30 PM18:30

Yoichi Ohira: Japan in Murano

arte e dintorni

Yoichi Ohira: Japan in Murano
Stati Uniti, Italia, 2026, 16’, inglese, italiano

ANTEPRIMA MONDIALE

regia / direction: Domenico Palma
fotografia / photography: Domenico Palma, Francesco Scalvini
montaggio / editing: Domenico Palma, Andrea Losciale
musica / music: Yehezkel Raz, Nsee, Beneath The Mountain, Romeo, Ran Raiten, Wav Two, Lance Conrad, Idokay
produzione / production: Magazzino Italian Art
produzione esecutiva / executive production: Palma Productions


Il film, girato in occasione della mostra Yoichi Ohira: Japan in Murano, curata da Nancy Olnick a Magazzino Italian Art, ripercorre quasi quarant’anni di ricerca dell’artista e designer giapponese Yoichi Ohira, raccontando il suo straordinario incontro con la tradizione vetraria muranese. Attraverso le opere esposte e le voci dei maestri vetrai che hanno collaborato al suo fianco, il documentario ricostruisce un processo creativo fondato sul dialogo tra progetto, materia e sapere artigianale. Dalle prime opere legate alla tradizione muranese, fino ai lavori più essenziali degli ultimi anni incentrati su trasparenza luce e silenzio, emerge il percorso di un artista rigoroso e innovativo, capace di unire sensibilità giapponese e cultura veneziana.

The film, inspired by the exhibition Yoichi Ohira: Japan in Murano curated by Nancy Olnick at Magazzino Italian Art, traces nearly forty years of the Japanese artist and designer Yoichi Ohira’s creative journey, recounting his extraordinary encounter with the Murano glassmaking tradition.Through the works on display and the testimonies of the master glassmakers who collaborated with him, the documentary reconstructs a creative process rooted in the dialogue between design, material, and artisanal expertise. From his early works rooted in the Murano tradition to the more minimalist pieces of recent years focused on transparency, light, and silence, the film tells the story of a rigorous and innovative artist capable of uniting Japanese sensibility with Venetian culture. 


Domenico Palma (Ostuni, 1978) è regista, filmmaker e produttore. Fondatore di Palma Productions, sviluppa la propria ricerca cinematografica prevalentemente nell’ambito dell’arte moderna e contemporanea, realizzando film e progetti audiovisivi in collaborazione con artisti, musei e istituzioni culturali in Italia e all’estero. Ha lavorato, tra gli altri, con gli artisti Francesco Arena, Giulia Cenci, Gabrielle Goliath e David Lamelas. Tra i suoi film, Dead Dance segue Giulia Cenci durante la realizzazione dell’omonima installazione presentata alla 59ª Biennale di Venezia.


crediti fotografici:
Domenico Palma e Magazzino Italian Art, Cold Spring (NY)

Visualizza Evento →
Ragnar Kjartansson — Art21
ott
10
6:45 PM18:45

Ragnar Kjartansson — Art21

arte e dintorni

Ragnar Kjartansson — Art21
Stati Uniti, 2026, 17’, inglese

regia / direction: Stephanie Wang-Breal
fotografia / photography: James Fideler
montaggio / editing: Colin Nusbaum
musica / music: Andrew Orkin
suono / sound: Gisela Fullà-Silvestre
produzione / production: Art 21, Nan Sandle


La musica riecheggia in una serra in Islanda, mentre l’artista Ragnar Kjartansson e una troupe composta da amici intimi e collaboratori di lunga data filmano il suo ultimo progetto: una performance ambientata all’interno della più antica piantagione di banane d’Europa. L’eccentricità del luogo è tipica dell’approccio unico, giocoso e istintivo di Kjartansson, che combina umorismo, assurdità e pathos in opere ambiziose capaci di trasformare la banalità dell’ordinario in qualcosa di profondo e universale. Il corto segue Kjartansson mentre racconta il suo singolare percorso artistico nell’ambito della performance, del cinema, della pittura e della musica, e mentre realizza l'installazione A Boy and a Girl and a Bush and a Bird al Museo d'arte Kumu in Estonia, nel 2025.

Music echoes through a greenhouse in Iceland as artist Ragnar Kjartansson and a crew of close friends and long-time collaborators film his latest project, a performance set inside Europe’s oldest banana plantation. The eccentricity of the location is typical of Kjartansson’s singularly playful and intuitive approach, balancing humor, absurdity, and pathos in ambitious works that transform the mundane into the profound. This short documentary follows Kjartansson as he describes his unique path to becoming an artist. He reflects on decades of work in performance, film, painting, and music, and creates a new work, A Boy and a Girl and a Bush and a Bird (2025).


Stephanie Wang-Breal è regista e sceneggiatrice, utilizza il cinema come strumento per mettere in discussione le narrazioni dominanti, raccontando le persone e le istituzioni che ne sono al centro. Tra i suoi lungometraggi figurano Wo Ai Ni Mommy (2010), Tough Love (2014) e Blowin’ Up (2018), premiati e selezionati da importanti festival e trasmessi dalla serie POV di PBS. Il suo lavoro ha ricevuto il sostegno, tra gli altri, del Sundance Institute e della Ford Foundation. Nel corso della sua carriera ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Chicken & Egg Artist Award, il Creative Capital Artist Award e una John Simon Guggenheim Fellowship. Nel 2024 ha ricevuto una NYSCA/NYFA Artist Fellowship.


Visualizza Evento →
Tomás Saraceno — Art 21
ott
10
7:00 PM19:00

Tomás Saraceno — Art 21

arte e dintorni

Tomás Saraceno — Art 21
Stati Uniti, 2026, 13’, inglese

regia / direction: Stephanie Wang-Breal
fotografia / photography: James Fideler
montaggio / editing: Colin Nusbaum
musica / music: Andrew Orkin
suono / sound: Gisela Fullà-Silvestre
produzione / production: Art21, Nan Sandle


L’artista argentino Tomás Saraceno studia da anni i ragni e le architetture delle ragnatele, realizza installazioni interattive, interventi immersivi e progetti comunitari partecipativi che indagano il rapporto tra arte, scienza ed ecologia. Questo cortometraggio accompagna il pubblico nel suo vivace studio di Berlino, permettendoci di entrare in contatto con la sua mente visionaria e il suo universo creativo che supera i confini dell’arte contemporanea muovendosi tra diverse discipline. Dalla progettazione di città galleggianti, alla sperimentazione di forme di volo a basso impatto ambientale, Saraceno immagina nuovi modelli di coesistenza tra tutti gli esseri viventi.

Argentine artist Tomás Saraceno has been studying spiders and the architecture of spiderwebs for years, creating interactive installations, immersive architectural interventions, and participatory community projects that explore the relationship between art, science, and ecology. This short film takes viewers into his bustling studio in Berlin, allowing us to connect with his visionary mind and his creative universe, which transcends the boundaries of contemporary art by spanning various disciplines. From designing floating cities to experimenting with forms of flight that have a low environmental impact, Saraceno envisions new models of coexistence among all living beings.


Stephanie Wang-Breal è regista e sceneggiatrice, utilizza il cinema come strumento per mettere in discussione le narrazioni dominanti, raccontando le persone e le istituzioni che ne sono al centro. Tra i suoi lungometraggi figurano Wo Ai Ni Mommy (2010), Tough Love (2014) e Blowin’ Up (2018), premiati e selezionati da importanti festival e trasmessi dalla serie POV di PBS. Il suo lavoro ha ricevuto il sostegno, tra gli altri, del Sundance Institute e della Ford Foundation. Nel corso della sua carriera ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Chicken & Egg Artist Award, il Creative Capital Artist Award e una John Simon Guggenheim Fellowship. Nel 2024 ha ricevuto una NYSCA/NYFA Artist Fellowship.


Visualizza Evento →
Corvino+Multari. La nostra opera non esiste
ott
10
7:25 PM19:25

Corvino+Multari. La nostra opera non esiste

architettura e design

Corvino+Multari. La nostra opera non esiste
Italia, 2026, 46’, italiano

ANTEPRIMA MONDIALE

regia / direction: Mattia Colombo, Francesca Molteni
fotografia / photography: Mattia Colombo
montaggio / editing: Nicolò Amedeo
suono / sound: Antonio Casparriello, Giacomo Vitiello, Massimiliano Santillo
produzione / production: Muse Factory of Projects
produttore / producer: Gaia Maritano


Il film ripercorre trent’anni di ricerca degli architetti Vincenzo Corvino e Giovanni Multari soffermandosi su alcuni dei loro interventi più significativi – dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, al Grattacielo Pirelli a Milano, da Mantova Hub a Piazza dei Bruzi a Cosenza. Attraverso restauri, cantieri e trasformazioni urbane, gli architetti riflettono sul significato del costruire oggi e sulla possibilità di progettare il futuro senza interrompere il legame con il passato e la sua memoria. Le testimonianze di artisti come Mimmo Paladino e Christiane Löhr, di storici dell’arte e dell’architettura come Francesco Dal Co, Pierre-Alain Croset, Alessandro Colombo e dei direttori di museo Eike Schmidt e Sylvain Bellenger arricchiscono il racconto.

The film traces thirty years of research by architects Vincenzo Corvino and Giovanni Multari, focusing on some of their most significant projects, from the Museum and Real Bosco di Capodimonte to the Pirelli Tower in Milan, from Mantova Hub to Piazza dei Bruzi in Cosenza. Through restorations, construction sites and urban transformations, the architects reflect on the meaning of building today and on the possibility of designing the future without breaking the connection with the past and its memory. The testimonies of artists such as Mimmo Paladino and Christiane Löhr, art and architecture historians such as Francesco Dal Co, Pierre-Alain Croset and Alessandro Colombo, and museum directors Eike Schmidt and Sylvain Bellenger enrich the story.


Francesca Molteni ha studiato Produzione Cinematografica alla New York University. Dal 2002 produce e dirige documentari, format televisivi, video e installazioni e cura mostre dedicate al design. Ha fondato a Milano Muse Factory of Projects, casa di produzione specializzata nella cultura contemporanea del design e dell’architettura. Tra i suoi film: Inside Renzo Piano Building Workshop (2021), Aldo Rossi Design (2022), Green Over Gray. Emilio Ambasz (2023) e We The Others (2024).

Mattia Colombo è sceneggiatore e regista. I suoi documentari sono stati presentati in importanti festival internazionali. Sconosciuti puri ha ricevuto riconoscimenti a Visions du Réel, Biografilm e DMZ ed è stato candidato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento come Miglior Documentario. In collaborazione con Francesca Molteni ha diretto Openings, Aldo Rossi Design e Green Over Gray. Il suo ultimo film, Anatomia di un ritratto, è stato selezionato alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia 2026.


crediti fotografici:
Muse Factory of Projects

Visualizza Evento →
GUGGI
ott
10
8:30 PM20:30

GUGGI

arte e dintorni

GUGGI
Irlanda, 2026, 77’, inglese

ANTEPRIMA ITALIANA

regia / direction: Ian Thuillier
fotografia / photography: Ian Thuillier, Richard Donnelly, Ross Stewart
montaggio / editing: Maitiú ó Casaide
musica / music: Howie B
suono / sound: Kuba Pietrzak 
produzione / production: Fís Éireann, Screen Ireland 
produttori / producers: Ian Thuillier, Gabriella Janni


I dipinti di Guggi sono immediatamente riconoscibili: vasi, ciotole e forme essenziali. Derek Rowen, in arte Guggi, è cresciuto a Dublino in una famiglia segnata da profonde turbolenze che lo spinsero a rifugiarsi nella creatività e nella musica. Co-fondatore dei Virgin Prunes, ha portato la performance art e la musica verso forme estreme, prima di lasciare la band per dedicarsi interamente alla pittura. Girato nell’arco di due anni tra Dublino e la Provenza, il film segue l’artista nel suo studio, durante i suoi spostamenti e in momenti spontanei insieme agli amici di lunga data Bono, Gavin Friday, Jim Sheridan e Sean Scully. Attraverso immagini girate secondo i principi del cinema vérité, rari materiali d’archivio e interviste intime, il film esplora l’arte, la fede e il potere duraturo dell’amicizia.

Guggi's paintings are instantly recognisable - pared-down vessels, bowls, and forms. Born Derek Rowen, Guggi grew up in Dublin in a turbulent household, escaping into creativity and music. As cofounder of the Virgin Prunes, he pushed performance art and music to extremes before leaving the band to focus entirely on painting. Filmed over two years in Dublin and Provence, the documentary follows the artist in his studio, on the road, and in candid moments with longtime friends Bono, Gavin Friday, Jim Sheridan, and Sean Scully. Blending vérité footage, rare archival material, and intimate interviews, the film explores art, faith, and the enduring power of friendship.


Ian Thuillier è un fotografo e regista pluripremiato di Dublino. Il suo film d'esordio, Darkroom (2003), ha vinto il premio come Miglior Documentario al Boston Irish Film Festival, ottenendo anche una nomination agli IFTA come Miglior Nuovo Talento. Nel 2010 ha diretto documentari come Ladies and Gentlemen, Gavin Friday e Ghost Blues: The Rory Gallagher Story, con la partecipazione di artisti come The Edge, Bono, Johnny Marr, Slash e Bob Geldof. Nel 2013 ha diretto il cortometraggio DRIVEN, premiato in numerosi festival internazionali. Nel 2015 è stato selezionato tra i dieci migliori fotografi ai Sony World Photography Awards. Ha realizzato campagne per BMW, PUMA, Formula 1 e Aston Martin.


Visualizza Evento →
The True Story of Tamara de Lempicka & The Art of Survival
ott
10
10:05 PM22:05

The True Story of Tamara de Lempicka & The Art of Survival

arte e dintorni

The True Story of Tamara de Lempicka & The Art of Survival
Stati Uniti, 2024, 96’, inglese

ANTEPRIMA ITALIANA

regia / direction: Julie Rubio
fotografia / photography: Svetlana Cvetko
montaggio / editing: David Scott Smith, Nikki Hausherr
musica / music: Cadence Hira
produzione / production: Julie Rubio
website
instagram
facebook


Il documentario ripercorre la vita e l’eredità artistica di Tamara de Lempicka attraverso materiali d’archivio inediti e filmati in 8mm recentemente ritrovati che svelano le sue origini e la sua identità. Seguiamo il percorso di questa artista anticonvenzionale dall’ascesa internazionale nella Parigi degli anni Venti, al trasferimento negli Stati Uniti nel 1940 per sfuggire al fascismo, alla successiva riscoperta della sua opera nel mercato dell’arte contemporaneo, culminata nella vendita all’asta di un suo dipinto per oltre 21 milioni di dollari. Bisessuale ed ebrea, de Lempicka è riuscita ad affermare la sua libertà espressiva nonostante le vicende storiche e personali. Testimonianze di storici dell'arte, collezionisti e star internazionali del calibro di Barbra Streisand, Madonna e Anjelica Huston arricchiscono il racconto, mostrando come il suo stile continui a ispirare il presente.

The documentary traces the life and artistic legacy of Tamara de Lempicka through her works, archival materials, and recently rediscovered 8mm home movies, which offer a deeper insight into her origins and identity. The film follows her rise to international fame in 1920s Paris, her move to the United States in 1940 to escape fascism, and the subsequent rediscovery of her work in the contemporary art market. A bisexual Jewish artist, de Lempicka emerges as a symbol of freedom, capable of asserting her identity and freedom of expression despite historical and personal upheavals. Through the testimonies of art historians, collectors, and figures from the entertainment world, including Barbra Streisand, Madonna, and Anjelica Huston, the documentary also explores the enduring influence of her aesthetic and the growing popularity of her works, culminating in the auction sale of a painting for over $21.1 million.


Julie Rubio è produttrice, sceneggiatrice, regista e attrice pluripremiata. Presidente di Women in Film San Francisco Bay Area e fondatrice di East Meets West Productions, ha prodotto l’acclamato East Side Sushi. Ha inoltre scritto, diretto e prodotto Too Perfect, Six Sex Scenes and a Murder e altri lungometraggi e cortometraggi.


crediti fotografici:
© 2024 Tamara De Lempicka Estate, LLC _ ADAGP, PARIS _ ARS, NY
Tamara de Lempicka with Miss Cecelia Myers, 1940 © ACME Photo Collection of Richard and Anne Paddy, USA

Visualizza Evento →
Remo Salvadori. Nel Momento
ott
11
4:00 PM16:00

Remo Salvadori. Nel Momento

arte e dintorni

Remo Salvadori. Nel Momento
Italia, 2026, 38’, italiano

regia / direction: Rebecca Salvadori
fotografia / photography: Rebecca Salvadori, Maco Film Venezia
fotografie e riprese aggiuntive: Alessandro Dotti, Costanza Madricardo e Marian Mentrup — Maco Film Venezia, Agostino Osio — Studio Alto Piano, Marco Bertoli 
montaggio / editing: Rebecca Salvadori 
musica / music: Sandro Mussida, Tutto Questo Sentire
suono / sound: Lorenzo dal Ri 
produzione / production: Eight Art Project


Un film-ritratto realizzato in occasione della più ampia mostra diffusa sull'opera di Remo Salvadori, a Milano. Curata da Elena Tettamanti e Antonella Soldaini e articolata tra Palazzo Reale, il Museo del Novecento e la Chiesa di San Gottardo in Corte, l'esposizione si configura come un unico percorso costruito attorno ai temi fondanti della sua ricerca, offrendo una lettura immersiva della sua opera e del suo pensiero. Diretto dall'artista visiva e filmmaker Rebecca Salvadori, il film ne riprende l'articolazione per nuclei tematici, seguendo le parole di Remo Salvadori tra le opere, gli spazi della mostra e i luoghi della sua pratica. La dimensione sonora nasce dall'incontro tra la partitura originale di Sandro Mussida e la ricerca musicale del collettivo Tutto Questo Sentire, protagonista della performance inaugurale.

A portrait film made on the occasion of the most extensive exhibition to date dedicated to the work of Remo Salvadori, in Milan. Curated by Elena Tettamanti and Antonella Soldaini and spread across Palazzo Reale, the Museo del Novecento, and the Church of San Gottardo in Corte, the exhibition unfolds as a single journey built around the foundational themes of his artistic practice, offering an immersive exploration of his work and thought. Directed by visual artist and filmmaker Rebecca Salvadori, the film mirrors this thematic structure, following Remo Salvadori’s words through the artworks, the exhibition spaces, and the places where his practice unfolds. The soundscape emerges from an encounter between Sandro Mussida’s original score and the musical research of the collective Tutto Questo Sentire, which performed at the exhibition’s opening.


Rebecca Salvadori (1984) è un’artista visiva e filmmaker italo-australiana. La sua pratica si sviluppa tra immagine in movimento, performance e installazione, in collaborazione con musicisti e compositori. Tra i lavori figurano Rave Trilogy (2017–2020), The Sun Has No Shadow (2022), TRESOR TAPES (2022), Messengers (2022–in corso), A Forbidden Distance (2024) e Not Running (2026). Ha presentato opere all’ICA di Londra, al FOMU di Anversa, alla Triennale Milano e al Museo di Serralves di Porto, e anche in festival come Berlin Atonal, CTM, Unsound e Sónar. Co-fondatrice di Tutto Questo Sentire, nel 2022 è stata co-direttrice artistica del Norient Film Festival. Nel 2024 è stata candidata al Film London Jarman Award e finalista del CIRCA Prize. Nel 2025 ha ricevuto un finanziamento Italian Council del Ministero della Cultura per un film tratto dal suo archivio della scena musicale londinese, destinato alla collezione del Museion di Bolzano.


crediti fotografici:
© Studio Alto Piano

Visualizza Evento →
Klash! L’art en acte. Adel Abdessemed, Francis Alÿs, Jimmie Durham
ott
11
4:50 PM16:50

Klash! L’art en acte. Adel Abdessemed, Francis Alÿs, Jimmie Durham

arte e dintorni

Klash! L’art en acte
Adel Abdessemed, Francis Alÿs, Jimmie Durham
Francia, 2022, 9’, italiano

regia / direction: Frank Perrin, Julien Devaux
motion design: Guilherme Hoffmann
musica / music: Xavier Roux
concept, editorial and artistic direction: Frank Perrin
creative direction and editorial commmittee: Frank Perrin, Gilles Coudert, François Combin
produzione / production ARTE France, a.p.r.e.s Production, Urubu Films, Manifeste!
In partnership with the National Center for Visual Arts (Ministry of Culture) and with the support of CNC (National Center for Cinema and the Moving Image)


Brevi episodi di tre minuti raccontano azioni artistiche radicali e provocatorie che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea e lasciato un’impronta sulla società e politica. Nel giugno 2012, Adel Abdessemed realizza una ripresa del proprio corpo avvolto dalle fiamme. Questo gesto ci riporta alle proteste dei monaci tibetani e alla nascita della Primavera araba. Nell’aprile 2002, nella periferia di Lima, l’artista belga Francis Alÿs invita 500 volontari a spostare una duna di sabbia utilizzando una pala e mostra come l’azione collettiva riesca a produrre grandi cambiamenti. Nel 2007, in Messico, Jimmie Durham schiaccia un’automobile americana con un enorme masso vulcanico, mettendo in scena lo scontro tra la millenaria cultura messicana e il consumismo americano.

Short, three-minute episodes recount radical and provocative artistic actions that have shaped the history of contemporary art and left their mark on society and politics. In June 2012, Adel Abdessemed filmed himself engulfed in flames. This act brings to mind the protests by Tibetan monks and the birth of the Arab Spring. In April 2002, on the outskirts of Lima, Belgian artist Francis Alÿs invited 500 volunteers to move a sand dune using shovels, demonstrating how collective action can bring about major change. In 2007, in Mexico, Jimmie Durham crushed an American car with a massive volcanic boulder, staging a confrontation between Mexico’s millennia-old culture and American consumerism.


Frank Perrin è un esperto di arte contemporanea, critico d’arte, curatore, fondatore delle riviste d’arte contemporanea Blocnotes e Crash; docente di teoria dell’arte, membro di numerose giurie e autore di numerosi cataloghi e libri d’arte. È responsabile del concept e della direzione editoriale e artistica del programma Klash, art in action. Insieme a Gilles Coudert e François Combin, cura la direzione creativa e il comitato editoriale della serie.

Julien Devaux ha studiato storia dell’arte. Regista di documentari e videomaker, ha diretto il film De Larges Détails, dedicato all’artista Francis Alÿs, con il quale collabora alla realizzazione dei video dell’artista.


Visualizza Evento →
Ferdinando Scianna — Il fotografo dell'ombra
ott
11
5:10 PM17:10

Ferdinando Scianna — Il fotografo dell'ombra

Il film racconta Ferdinando Scianna, uno dei più importanti fotografi italiani, attraverso il legame profondo con la Sicilia, terra d’origine e punto di partenza della sua ricerca. Lo sguardo del regista nasce da un’esperienza personale: l’incontro, avvenuto durante l’infanzia, con le fotografie di Scianna e con la scrittura di Leonardo Sciascia, due figure decisive nella sua formazione. A partire da questo legame, il documentario ripercorre la vita e il lavoro di Scianna, esplorando il rapporto tra fotografia, memoria e racconto. Attraverso i suoi incontri, i luoghi attraversati e le persone fotografate, emerge un’opera capace di restituire le contraddizioni della realtà, sospesa tra luce e ombra, presenza e assenza, vita e morte.

The film tells the story of Ferdinando Scianna, one of Italy’s most important photographers, through his deep connection to Sicily, his homeland and the starting point of his artistic journey. The director’s perspective stems from a personal experience: his encounter, during childhood, with Scianna’s photographs and the writings of Leonardo Sciascia, two figures who played a decisive role in his formative years. Building on this connection, the documentary traces Scianna’s life and work, exploring the relationship between photography, memory, and storytelling. Through his encounters, the places he visited, and the people he photographed, a body of work emerges that captures the contradictions of reality, suspended between light and shadow, presence and absence, life and death.


fotografia

Ferdinando Scianna — Il fotografo dell'ombra
Italia, 2025, 86’, italiano

regia / direction: Roberto Andò
fotografia / photography: Matteo Pedicini
montaggio / editing: Maria Fantastica Valmori
musica / music: Michele Braga
suono / sound: Maximilien Gobiet
produzione / production: Bibi Film in collaborazione con Rai Cultura


Roberto Andò è un regista, sceneggiatore e scrittore di Palermo. Ha lavorato come assistente alla regia con Francesco Rosi, Federico Fellini, Michael Cimino e Francis Ford Coppola. Nella sua formazione è stato decisivo l’incontro con Leonardo Sciascia, con cui strinse una profonda amicizia. Dal 1980 alterna cinema, teatro e opera lirica. La sua filmografia comprende documentari e lungometraggi, tra cui Il manoscritto del principe, Viva la libertà, Le Confessioni, Una storia senza nome, Il bambino nascosto, La stranezza e L’abbaglio. I suoi film hanno ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. È autore anche di romanzi, tra cui Il trono vuoto, vincitore del Premio Campiello Opera Prima, e Il coccodrillo di Palermo, vincitore del Premio Elsa Morante.


crediti fotografici:
© Lia Pasqualino

Visualizza Evento →
Dios lo ve
ott
11
7:00 PM19:00

Dios lo ve

Oscar Tusquets Blanca è una delle figure più influenti dell’architettura, del design e della cultura contemporanea spagnola. Provocatorio, anticonformista e profondamente indipendente, Tusquets ha costruito un percorso nel quale architettura, design, pittura e scrittura convivono senza gerarchie. Ha collaborato a lungo con Salvador Dalí, con il quale ha creato la Sala Mae West del Teatro-Museo Dalí e il divano Dalilips, pietre miliari nella storia del design e del Surrealismo. Fra i suoi progetti architettonici figurano l’ampliamento del Palau de la Música Catalana di Barcellona, l’Auditorium Alfredo Kraus di Las Palmas de Gran Canaria e la stazione Toledo della Metropolitana di Napoli. Attraverso le testimonianze di artisti, registi, scrittori e personalità della cultura, tra cui Miquel Barceló, Antonio López, Albert Serra, Milena Busquets, Mario Vargas Llosa e Julia de Castro, il film compone un ritratto sfaccettato di Tusquets e della sua duratura influenza sulla cultura visiva contemporanea.

This documentary explores the creative universe of Oscar Tusquets Blanca, one of the most influential figures in Spanish architecture, design, and contemporary culture. Provocative, unconventional, and deeply independent, Tusquets has forged a path in which architecture, design, painting, and writing coexist without hierarchy. His career includes a close collaboration with Salvador Dalí, with whom he created iconic works such as the Mae West Room at the Dalí Theater-Museum and the Dalilips sofa, both milestones in the history of design and Surrealism. His architectural work ranges from the expansion of the Palau de la Música Catalana in Barcelona to the Alfredo Kraus Auditorium in Las Palmas de Gran Canaria and the Toledo Metro Station in Naples. The film brings together artists, filmmakers, writers, and cultural figures—including Miquel Barceló, Antonio López, Albert Serra, Milena Busquets, Mario Vargas Llosa, and Julia de Castro.


architettura e design

Dios lo ve
Spagna, 2025, 89’, spagnolo, inglese

ANTEPRIMA ITALIANA

regia / direction: Alex Guimerà, Guillem Ventura
fotografia / photography: Guillem Ventura, Dídac Sáez
montaggio / editing: Nila Núñez, Pepa Roig (AMMAC)
musica / music: Laro Basterrechea, Raúl Díaz
suono / sound: Francesc Gonzalves, Martí Palma, Adrià Smilges (RecLab)
produzione / production: Hic&Nunc Filmworks, RTVE, 3CAT, CaixaForum+, FILMIN
produttori esecutivi / executive producers: Alex Guimerà (Hic&Nunc), Ana Peláez (RTVE), David Bassa (3Cat), Mireia Gubern (CaixaForum+), Jaume Ripoll (Filmin)


Alex Guimerà vive a Barcellona, è regista e produttore audiovisivo. È specializzato in post-produzione e motion graphics. Il suo lavoro è stato premiato con i Laus, dall'Accademia del Cinema Catalano, e dal Mercat Audiovisual de Catalunya. Ha inoltre ricevuto il Premio Lurra di Greenpeace al Festival del Cinema di San Sebastián per il film One Day I Saw 10,000 Elephants. Dal 2015 co-dirige Hic&Nunc Filmworks, una casa di produzione audiovisiva e studio creativo, insieme a Guillem Ventura.

Guillem Ventura è viaggiatore, geek, yogi e appassionato pilota di supermoto. Laureato in regia cinematografica presso l'ESCAC, dove attualmente insegna post-produzione, ha conseguito studi post-laurea presso il Ngee Ann Polytechnic di Singapore e la scuola d'arte TRAZOS di Madrid. È stato responsabile della post-produzione presso BLUR Films e MALGENIO, dove ha diretto alcune delle principali trasmissioni di Red Bull TV in America Latina e Medio Oriente. Nel 2015 ha co-fondato Hic&Nunc Filmworks insieme ad Alex Guimerà.


crediti fotografici:
© Hic&Nunc Filmworks

Visualizza Evento →
Ackroyd & Harvey: The Art of Activism
ott
11
8:50 PM20:50

Ackroyd & Harvey: The Art of Activism

arte e dintorni

Ackroyd & Harvey: The Art of Activism
Regno Unito, 2025, 78’, inglese

ANTEPRIMA ITALIANA

regia / direction: Fiona Cunningham-Reid
fotografia / photography: Fiona Cunningham-Reid, Belinda Parsons
montaggio / editing: Catherine Arend
musica / music: Richard Durrant
producer / produttore: Fiona Cunningham-Reid
distribuzione / distribution: Bullfrog Films


Heather Ackroyd e Dan Harvey lavorano sul rapporto tra arte, natura ed ecologia, mossi dalla necessità di agire di fronte l’emergenza climatica. Attraverso opere realizzate con materiali organici come l'erba e installazioni immerse nel paesaggio, il loro lavoro è diventato un riferimento del movimento ambientalista. Sono noti per aver sviluppato una forma di fotografia biochimica che utilizza la sensibilità alla luce della clorofilla, riuscendo a imprimere immagini nell'erba che evolvono nel tempo. Il film offre uno sguardo intimo sulla loro vita e sul loro impegno civile, raccontando anche il coinvolgimento con i movimenti ambientalisti Extinction Rebellion - il movimento non violento che ricorre alla disobbedienza civile per chiedere ai governi azioni urgenti contro la crisi climatica - e con Culture Declares Emergency che promuove il cambiamento rigenerativo dell'ambiente attraverso la cultura, il patrimonio e le arti.

Heather Ackroyd and Dan Harvey are two artist-activists who have explored the relationship between art, nature and ecology for decades, driven by a mission to shake humanity into action in the face of the climate crisis. Through works created with organic materials and installations immersed in the landscape, their practice has become a significant tool of the environmental movement. They are known for developing a pioneering form of biochemical photography that harnesses chlorophyll’s sensitivity to light, enabling them to create images in grass that evolve over time. The film offers an intimate insight into their lives and civic engagement, also documenting their involvement with Extinction Rebellion—the international nonviolent movement using civil disobedience to call on governments to take urgent action on the climate crisis—and Culture Declares Emergency, which promotes regenerative environmental change through culture, heritage and the arts.


Fiona Cunningham-Reid lavora nel settore cinematografico e televisivo dal 1980. Ha conseguito un Master in Sceneggiatura presso la University of East Anglia. È tra i membri fondatori di Stonewall, la più grande organizzazione europea per i diritti LGBT. Ha iniziato la sua carriera lavorando come assistente operatore in numerosi film, spot e documentari. In seguito ha realizzato numerosi documentari su diverse tematiche a lei care: dal Kenya coloniale, all’Inghilterra degli anni Venti, dal Sydney Mardi Gras, uno dei festival LGBTQIA+ più grandi al mondo, fino ai processi per omicidio nelle fattorie in Kenya.


Visualizza Evento →
Out of the Picture
ott
11
10:25 PM22:25

Out of the Picture

architettura e design

Out of the Picture
Belgio, Francia, 2025, 88’, francese, inglese, spagnolo

ANTEPRIMA ITALIANA

regia / direction: An.Ash Smolar
fotografia / photography: Hélène Motteau
montaggio / editing: Sandrine Deegen
musica / music: Isabelle Stragilati
suono / sound: Edith Herregods
graphic designer: Sarah Debove
head animator: Caroline Nugues-Bourchat
produzione / production: Geneviève De Bauw - Thank You & Good Night productions
co-produttori / co-producers: Atelier Graphoui, Films de Force Majeure – Lyon Capitale TV, CBA – Centre de l’audiovisuel à Bruxelles, RTBF – Télévision belge Lyon Capitale TV
distribuzione / distribution: Atelier Graphoui


Per secoli, le donne hanno progettato e realizzato opere architettoniche con passione e competenza. La storia sembra averle dimenticate, o sono state deliberatamente cancellate da una professione a lungo dominata dagli uomini? Out of the Picture va alla ricerca di queste donne, delle loro storie e del loro sguardo sull’architettura. Indaga le ragioni e i meccanismi attraverso cui le donne sono state escluse dalla storia ufficiale e dal riconoscimento dell’architettura, interrogandosi su ciò che questa invisibilità ha significato e continua a significare. Al tempo stesso, il documentario racconta le forme di resistenza, le reti di solidarietà e le strategie attraverso cui le architette di oggi e di ieri, tra cui Denise Scott Brown, hanno riconquistato spazio, voce e visibilità.

For centuries, women have designed and built architectural works with passion and expertise. Has history forgotten them, or have they been deliberately erased from a profession long dominated by men? Out of the Picture sets out to discover these women, their stories, and their perspective on architecture. It explores the reasons and mechanisms through which women have been excluded from the official history and recognition of architecture, examining what this invisibility has meant and continues to mean. At the same time, the documentary chronicles the forms of resistance, the networks of solidarity, and the strategies through which female architects of today and yesterday, including Denise Scott Brown, are reclaiming space, voice, and visibility, helping to rewrite a more inclusive history of architecture.


Natə a Bruxelles, An.Ash Smolar è unə artista e filmmaker multimediale, la cui pratica spazia tra cinema sperimentale, documentario, animazione e architettura. Ha studiato all’ERG (Ecole de Recherche Graphique), a La Cambre e al San Francisco Art Institute, dove ha conseguito un Master in Cinema Sperimentale. La sua ricerca esplora le strutture narrative, la rappresentazione dell’identità di genere e delle minoranze, le politiche dello spazio e la trasmissione della memoria. Insegna animazione all’ERG e ha presentato i suoi lavori a Bruxelles, Parigi, Montréal, San Francisco, New York, Vienna e Taiwan.


Visualizza Evento →